Il cuore selvaggio d’Italia

Bruno D'Amicis. Rewilding Europe

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Gipeto e avvoltoio monaco: presentato lo studio di fattibilità per la reintroduzione

Agosto 24, 2026
Il 7 agosto, nella sede dell'Ente Parco Naturale Regionale Sirente Velino a Rocca di Mezzo, Rewilding Apennines ha presentato lo studio che valuta se esistano oggi le condizioni ambientali e sociali per riportare gipeto e avvoltoio monaco nell'Appennino centrale. Quasi due anni di lavoro, sedici autori da sei paesi europei, trecentocinquanta pagine.
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Ventisei film in sei giorni: KinoAppennino 2026

Agosto 11, 2026
A giugno la seconda edizione di KinoAppennino ha portato a Pettorano sul Gizio più di trenta partecipanti da diversi paesi, che in meno di una settimana hanno girato ventisei film. Alcuni parlano di natura selvatica e di come viviamo fianco a fianco con la fauna, altri guardano il paese e chi ci abita, altri ancora sono andati dove volevano. Il 28 agosto si vedono tutti.
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Rewilding Apennines apre due nuovi fronti per i fiumi dell’Appennino: un altro passo avanti verso gli obiettivi europei di ripristino fluviale.

Luglio 19, 2026
Con il sostegno di Open Rivers Programme, Rewilding Apennines apre due nuovi fronti di lavoro sui fiumi dell'Appennino centrale: la mappatura delle barriere del bacino Aterno-Pescara e la preparazione della prossima rimozione sul Giovenco, dove nel 2024 sono già state rimosse cinque briglie.
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Gipeto e avvoltoio monaco: presentato lo studio di fattibilità per la reintroduzione

Agosto 24, 2026
Il 7 agosto, nella sede dell'Ente Parco Naturale Regionale Sirente Velino a Rocca di Mezzo, Rewilding Apennines ha presentato lo studio che valuta se esistano oggi le condizioni ambientali e sociali per riportare gipeto e avvoltoio monaco nell'Appennino centrale. Quasi due anni di lavoro, sedici autori da sei paesi europei, trecentocinquanta pagine.
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Ventisei film in sei giorni: KinoAppennino 2026

Agosto 11, 2026
A giugno la seconda edizione di KinoAppennino ha portato a Pettorano sul Gizio più di trenta partecipanti da diversi paesi, che in meno di una settimana hanno girato ventisei film. Alcuni parlano di natura selvatica e di come viviamo fianco a fianco con la fauna, altri guardano il paese e chi ci abita, altri ancora sono andati dove volevano. Il 28 agosto si vedono tutti.
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Un nuovo Paesaggio Protetto per gli orsi della Grecia settentrionale

Luglio 21, 2026
L'area del Monte Verno–Vitsi entra nel sistema delle aree protette greche. Parte del territorio ricade nell'area del progetto LIFE Bear-Smart Corridors e ospita habitat essenziali per l'orso bruno.
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A un’ora e mezza da Roma comincia qualcosa di inaspettato: l’Appennino centrale. Boschi, praterie aperte, pareti rocciose. Un territorio che ospita lupi, orsi marsicani, aquile reali e una fauna selvatica tra le più ricche d’Europa.

Rewilding Apennines lavora qui, nell’Appennino centrale, come parte della rete di paesaggi di Rewilding Europe, che collega 11 aree in tutto il continente impegnate nel dare più spazio alla natura.

L’obiettivo è sostenere i processi naturali e costruire condizioni in cui persone e fauna selvatica possano vivere fianco a fianco: non come eccezione, ma come normalità.

Un ritratto di noi

I nostri partner

 

I componenti italiani dell’European Rewilding Network

Rewilding Apennines collabora con i componenti italiani dell’European Rewilding Network per rilanciare il movimento rewilding nel Paese e per affiancare le loro iniziative.

 

“Questo è davvero il cuore selvaggio dell’Italia!”


Mario Cipollone
Team Leader dell’area in Appennino centrale
Come caratterizzeresti la tua area rewilding?
Centri storici e paesaggi spettacolari con eccezionali opportunità di vivere la maestosa fauna selvatica e le esperienze selvagge a breve distanza da Roma. Orsi bruni, lupi, grandi ungulati e grandi rapaci sono le principali attrazioni, completate da ottimo cibo, vino e ospitalità italiani, insieme all’opportunità di incontrare proprietari di bestiame, gente di montagna e assaporare la loro cultura unica. Invito ogni amante della natura a venire qui e a godere di ciò che la nostra natura sorprendente può offrire nel modo più rispettoso. Questo è davvero il cuore selvaggio dell’Italia!

Quali sono stati i risultati più importanti nella tua area rewilding fino ad oggi?
In qualità di project manager per il team di Salviamo l’Orso, sono stato coinvolto in una serie di importanti risultati:

  • Creazione della prima “Comunità a Misura d’Orso” attraverso la distribuzione e installazione di recinzioni elettrificate e cassonetti dei rifiuti a prova di orso e la sensibilizzazione delle comunità locali per prevenire i conflitti uomo-orso con una drastica riduzione dei danni legati all’orso. Questa azione di conservazione ben riuscita è stata ora estesa a diverse aree dell’intero areale dell’orso bruno marsicano.
  • Mitigazione degli incidenti stradali legati all’orso attraverso l’installazione di riflettori visivi e acustici stradali, di segnaletica stradale e la riduzione del limite di velocità sulla Strada SR83 a 70 km/h.
  • Riduzione dei conflitti tra orsi e apicoltura mettendo in sicurezza diversi apiari con recinzioni elettriche, pagando un risarcimento per i danni alle proprietà non protette e promuovendo buone pratiche a misura d’orso.
  • Promozione di prodotti che rispettano gli orsi, creando un ulteriore incentivo per gli imprenditori locali a proteggere questi preziosi animali.
  • Organizzazione di programmi di volontariato che coinvolgono studenti italiani e stranieri in azioni di conservazione, portando nuova vita ed energia alle comunità locali.

Tutte queste azioni, pur mirate specificatamente a incrementare la popolazione locale di orsi, stanno avendo anche un impatto positivo più ampio sugli ecosistemi dell’Appennino centrale.

Cosa ti piacerebbe vedere realizzato nella tua area rewilding nei prossimi cinque anni?

Nei prossimi cinque anni vorrei vedere una crescita significativa della popolazione di orsi marsicani con un’estensione della sua area centrale, il ritorno di uccelli necrofagi e rapaci che abitavano questa zona prima che la caccia e l’avvelenamento prendessero il loro tributo e l’espansione della lontra europea nei nostri fiumi. Vorrei anche vedere una maggiore consapevolezza ambientale tra i nostri stakeholder locali e una maggiore adozione delle migliori pratiche per la coesistenza con la fauna selvatica, che costituiscono la base dei nostri sforzi di conservazione.

Visione rewilding

Ogni area della rete ha una visione a dieci anni: un’immagine concreta di come potrebbe apparire quel paesaggio se alla natura venisse dato più spazio. Per l’Appennino centrale, quella visione la stiamo costruendo insieme ai nostri partner locali, un passo alla volta.

 

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