A giugno la seconda edizione di KinoAppennino ha portato a Pettorano sul Gizio più di trenta partecipanti da diversi paesi, che in meno di una settimana hanno girato ventisei film. Alcuni parlano di natura selvatica e di come viviamo fianco a fianco con la fauna, altri guardano il paese e chi ci abita, altri ancora sono andati dove volevano. Il 28 agosto si vedono tutti.

Ventisei film in sei giorni. Trentadue persone arrivate da diversi paesi d’Europa e del Mondo, che si dividevano in troupe improvvisate, si contendevano le stesse strade di Pettorano sul Gizio e chiedevano agli abitanti di recitare, di prestare una cucina, di reggere un microfono.
KinoAppennino viene dal kinokabaret: pochi giorni, budget quasi inesistente, film che si fanno perché qualcuno mette un’idea sul tavolo e qualcun altro decide di aiutarlo a girarla. La seconda edizione ha confermato che la formula regge anche qui, in un paese dell’Appennino centrale, dentro la Riserva Monte Genzana Alto Gizio.

Temi che non abbiamo lasciato al caso
Su alcune storie il team di Rewilding Apennines è entrato direttamente, portando temi su cui lavora tutto l’anno e lasciando che fossero i cineasti a dargli forma.
La trappola racconta i rifiuti di plastica e gli animali che ci restano dentro. Lasciamo stare i serpenti smonta una paura che si traduce spesso in bastonate, e che condanna centinaia di individui del tutto innocui come il cervone protagonista di questo film. Spaghetti della Nonna un esilarante monito su quanto sia pericoloso dare da mangiare agli animali selvatici. Fino al Manuale semi-serio per il corretto uso dei cassonetti a prova d’Orso.
Non è stato un lavoro a senso unico. Noi abbiamo messo i temi, registi e troupe hanno messo mestiere, tempo e immaginazione. Il valore della cooperazione durante i kinokabaret non è un ideale astratto: è una pratica necessaria.

Il paese davanti alla macchina da presa
Altri film hanno guardato Pettorano sul Gizio e le persone che ci vivono. Memory of the Stones, di Yanick Lampe, è il caso più evidente: un omaggio poetico al paese e a chi lo abita, grazie alla storia raccontata da Antonio Trombetta.
Poi c’è Lost in Pettorano, realizzato dai volontari di Rewilding Apennines. Una storia assurda e molto divertente, che non prova a dimostrare niente, se non quanto siano potenti l’energia e la creatività che si sprigionano in questa settimana magica.

Gli altri film
Per il resto, registi e autori hanno fatto quello che volevano. Alcuni hanno preso dal paesaggio solo la luce e le pietre, e l’ispirazione per le loro storie. Dall’azione al fantasy, dalla commedia all’horror, fino a corti brevissimi – i quicky – girati in pochissime ore quasi per scommessa.

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Tutti insieme, il 28 agosto
I ventisei film saranno proiettati la sera del 28 agosto, in una maratona a Pettorano sul Gizio. È la prima volta che si vedono tutti di fila, uno dopo l’altro, ed è probabilmente il modo più giusto per guardarli: quello che tiene insieme film così diversi non è il tema, è la settimana in cui sono nati.

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KinoAppennino 2026 è stato organizzato da Rewilding Apennines in collaborazione con il Comune di Pettorano sul Gizio, la Riserva Naturale Regionale Monte Genzana Alto Gizio e la Cooperativa Valleluna.
E Con il patrocinio di:Rewilding Europe APIC – Associazione Produttori Indipendenti Cortometraggio Sulmona International Film Festival – SIFF Sulmonacinema Aps CinemAbruzzo
Numerosi gli attori locali che ci hanno aiutato nell’organizzazione e hanno dato da mangiare e dormire a prezzo agevolato ai partecipanti: La Pizzicheria di Costantino, B&B Il Giardinetto di Pettorano, B&B Civico 41, Ristorante Il Torchio, Azienda Agricola Michele Muraglia, B&B La Fantesca, Il Chiosco, D3C Engineering, Salviam l’Orso
Il KinoAppennino è reso possibile grazie al sostegno di Rewilding Europe