La fauna selvatica, come l’orso bruno (marsicano), può tornare se le viene dato spazio e se si adottano misure per convivere con essa. Sosteniamo la coesistenza aiutando le comunità ad adottare misure di prevenzione. Interventi adeguati possono ridurre i conflitti e, di conseguenza, aumentare la tolleranza verso gli orsi, favorendo l’espansione della popolazione in termini di numero e areale.
Misure di protezione del bestiame
Riducendo i conflitti tra fauna selvatica e attività agricole, aumenta l’accettazione della presenza degli animali selvatici. Le misure di protezione del bestiame supportate dal progetto LIFE Bear-Smart Corridors includono: recinzioni elettrificate, porte metalliche anti-orso e pollai resistenti agli orsi.
Le recinzioni elettrificate sono una soluzione efficace per impedire agli orsi di entrare in recinti, orti o apiari. Se un orso tenta di oltrepassarle, riceve una scossa elettrica sufficiente a spaventarlo senza arrecargli danno, rendendo la barriera più deterrente del cibo all’interno.
Per favorire l’adozione di queste buone pratiche, gli agricoltori coinvolti partecipano attivamente all’installazione e manutenzione delle strutture nell’ambito di workshop di formazione.
Installazione di cassonetti anti-orso
Gli orsi sono onnivori opportunisti e possono essere attratti da rifiuti e altre fonti alimentari facilmente accessibili, avvicinandosi così alle aree abitate e aumentando il rischio di conflitti. Questo problema è particolarmente rilevante nelle zone periferiche di città e paesi prive di servizi di raccolta porta a porta.
Una soluzione semplice ed efficace è l’utilizzo di cassonetti robusti e testati, a prova di orso, che impediscono l’accesso al cibo e scoraggiano gli animali dall’avvicinarsi e dall’abituarsi alla presenza umana. Questa azione è strettamente collegata a programmi di educazione e sensibilizzazione per promuovere comportamenti responsabili.
Aumento della disponibilità di cibo attraverso la potatura degli alberi
In Appennino, l’abbandono agricolo ha favorito l’espansione di arbusti su paesaggi un tempo coltivati. Sebbene ciò abbia spesso effetti positivi, frutteti abbandonati e formazioni di ramno rappresentano risorse alimentari fondamentali per gli orsi prima del letargo.
Con l’avanzare degli arbusti, la produzione di frutta diminuisce e gli orsi possono avvicinarsi ai centri abitati in cerca di cibo. La riduzione della vegetazione invasiva e la potatura dei frutteti abbandonati permettono di ripristinare queste risorse lontano dai paesi, migliorando la coesistenza. Inoltre, il recupero dei frutteti contribuisce a valorizzare il paesaggio culturale tradizionale dell’Appennino centrale e a coinvolgere le comunità locali.
Messa in sicurezza dei pozzi e delle strutture idriche
Pozzi non protetti o serbatoi d’acqua (per irrigazione o antincendio) situati in aree forestali rappresentano una minaccia per la fauna selvatica a livello globale. In Italia e Grecia sono stati segnalati diversi casi di orsi intrappolati o annegati.
Gli interventi includono la costruzione di rampe (in acciaio zincato, cemento o gabbioni in pietra, oppure tramite la modifica delle pareti del pozzo), l’installazione di griglie metalliche di copertura e recinzioni, privilegiando soluzioni che consentano un accesso sicuro all’acqua per animali di grandi dimensioni.
Dashboard geodati sulle azioni di coesistenza – Italia
Il monitoraggio dello sviluppo delle Comunità a Misura d’Orso e dell’efficacia delle azioni di coesistenza è essenziale per sostenere il recupero dell’orso bruno (marsicano) in Italia e Grecia. Nel territorio vengono registrati dati su minacce potenziali ed effettive, sull’espansione dell’areale e sull’implementazione delle misure di coesistenza.
La dashboard sottostante offre una panoramica di questi dati e delle azioni in corso. È importante notare che la raccolta dati può essere influenzata da fattori come accessibilità, risorse o altre condizioni esterne. L’assenza di dati in determinate aree non implica necessariamente l’assenza di risorse alimentari, minacce o interventi.
Unità di Intervento Orso
In Grecia e in Italia, i partner locali mirano a istituire Unità di Intervento Orso (Bear Intervention Unit – ao BIU). Queste unità sono composte da team con competenze scientifiche e tecniche significative (ad esempio biologi, veterinari e/o tecnici di campo) oppure da volontari appositamente formati, in grado di intervenire rapidamente in caso di situazioni di conflitto tra esseri umani e orsi e di fornire supporto per mitigare e risolvere tali situazioni.
Considerato il loro ruolo nella risposta e nel monitoraggio dei conflitti, le BIU svolgono una funzione importante nel migliorare l’idoneità dell’habitat per l’orso, aumentare l’accettazione sociale della specie e contribuire al monitoraggio dei progressi del progetto.
Kit di primo soccorso anti-veleno per enti pubblici e agricoltori
L’uso dei cani da guardiania del bestiame rappresenta l’approccio più diffuso, non invasivo ed economicamente accessibile per proteggere gli animali dagli attacchi della fauna selvatica. Tuttavia, in Grecia, dove l’uso illegale di esche avvelenate è comunemente praticato come misura letale contro i grandi carnivori, l’avvelenamento costituisce una minaccia costante e ripetutamente riconosciuta per i cani da guardiania.
Per affrontare tali episodi di avvelenamento, verranno sviluppati e distribuiti in Grecia kit di primo soccorso anti-veleno. Il kit includerà i necessari farmaci veterinari, materiali di consumo ed equipaggiamento per la biosicurezza, oltre a contatti utili per facilitare il trasferimento dei cani presso strutture veterinarie. Prima della distribuzione dei kit, gli stakeholder locali saranno invitati a partecipare a un breve workshop dedicato ai segni clinici dell’avvelenamento nei cani, alle misure obbligatorie di biosicurezza e al corretto utilizzo del kit.
Dashboard geodati delle azioni di coesistenza – Grecia
La dashboard sottostante offre una panoramica dei dati di monitoraggio e delle azioni di coesistenza in corso in Grecia. Sebbene i partner in Grecia e in Italia collaborino per implementare il concetto di Bear-Smart Community, è importante sottolineare che lo sviluppo di tali comunità dipende dal contesto locale, così come le misure di coesistenza che ne fanno parte. Ciò significa che, nell’ambito dell’iniziativa LIFE Bear-Smart Corridors, vengono applicate misure diverse e raccolti dati differenti rispetto al contesto italiano, e questi sono rappresentati nella dashboard. Inoltre, le organizzazioni coinvolte possono essere impegnate in molte altre azioni di coesistenza che non rientrano nell’ambito specifico del progetto LIFE Bear-Smart Corridors.
Come nel caso dell’Italia, la raccolta dei dati sul territorio può essere influenzata da fattori quali l’accessibilità, le risorse disponibili e altri elementi esterni. Pertanto, l’assenza di dati visibili all’interno o all’esterno delle aree protette o dei corridoi non indica necessariamente l’assenza di minacce o di azioni implementate.