Il grifone riparte. Per l’Appennino, per l’Europa.

Marzo 23, 2026

Il 6 marzo, 25 grifoni dalla Spagna hanno raggiunto l’Appennino. È l’inizio di un progetto triennale per rafforzare una popolazione ancora fragile e migliorare processi naturali essenziali per l’intero paesaggio — e parte di un disegno molto più ampio.

..

I primi 25 grifoni arrivano da GREFA nell’Appennino centrale. Marzo 2026.
Umberto Esposito/RewildingApennines

.

Il grifone non è uno straniero sull’Appennino centrale. La specie era presente almeno fino alla metà del XVI secolo, e ha ricominciato a nidificare su queste montagne grazie alle reintroduzioni degli anni ’90 del secolo scorso ad opera del Reparto Carabinieri Biodiversità Castel di Sangro. Da allora la popolazione è cresciuta, lentamente ma costantemente, svolgendo un ruolo che pochi notano ma che il paesaggio sente: rimuovere velocemente le carcasse, ridurre il rischio di diffusione delle malattie e ricomporre la rete trofica, che senza gli avvoltoi sarebbe incompleta.

Tuttavia, negli ultimi anni quella ripresa ha rallentato. La mortalità è tornata ad aumentare, spesso per cause legate all’uomo.

«La mortalità è tornata a crescere, soprattutto a causa dell’avvelenamento,» spiega Nicolò Borgianni, Vulture Field Officer di Rewilding Apennines. «I veleni non sono quasi mai destinati ai grifoni, ma questi uccelli individuano e consumano le carcasse con una velocità tale da renderli particolarmente esposti anche a singoli episodi di avvelenamento, rischiando di compromettere la sopravvivenza a lungo termine della popolazione»

«Questo ripopolamento, parallelamente ad una strategia antibracconaggio e soprattutto antiveleno, nasce per dare un supporto demografico concreto e ridurre quella pressione, seguendo il modello già attuato con successo in altri contesti, come la Sardegna.»

A

Dalla Spagna all’Appennino centrale: una rete che funziona

I 25 grifoni trasferiti a marzo sono giovani individui recuperati in natura da GREFA, uno dei principali centri europei di riabilitazione della fauna, con sede in Spagna. Trascorreranno alcuni mesi in acclimatamento nelle voliere della Riserva Naturale Orientata Monte Velino, prima del rilascio previsto in autunno — quando la tendenza alla dispersione diminuisce  e aumentano le probabilità di insediamento.

«Le popolazioni di necrofagi nella penisola iberica sono oggi più stabili rispetto ad altre regioni europee,” spiega Pablo Izquierdo Cezón, membro del team GREFA. “Collaboriamo con diversi paesi per sostenere il recupero di queste specie in aree dove le dinamiche demografiche sono più fragili.»

L’obiettivo complessivo è il rilascio di circa 60 grifoni in tre anni: un numero che mira a stabilizzare la popolazione appenninica e a ridurne la vulnerabilità nel lungo periodo. Secondo il Reparto Carabinieri Biodiversità Castel di Sangro, che dall’epoca delle prime reintroduzioni studia e monitora i grifoni collaborando con molti enti ed associazioni, agire ora è decisivo:

«Intervenire ora, prima che la popolazione raggiunga livelli critici, permette di preservare la capacità riproduttiva e garantire la stabilità nel tempo»

 

I primi 25 grifoni arrivano da GREFA nell’Appennino centrale. Marzo 2026.
Umberto Esposito/Rewilding Apennines

Scienza sul campo: monitorare per proteggere

Ogni grifone rilasciato sarà dotato di un dispositivo GPS. Non è un dettaglio tecnico: è lo strumento che permette di non perdere le tracce degli animali rilasciati e di intervenire rapidamente se qualcosa va storto — un caso di bracconaggio, un avvelenamento, un individuo in difficoltà. “Il monitoraggio quotidiano ci consente di reagire in tempi rapidi.” sottolinea Borgianni.

Parallelamente, sono stati attivati protocolli sanitari rigorosi. Francesca Manzia, consulente specializzata nella riabilitazione di rapaci, ha coordinato le verifiche sugli individui prima del trasferimento: «Gli animali provengono da uno dei centri di recupero più avanzati in Europa, quindi abbiamo già forti garanzie sul loro stato sanitario. Tuttavia, controlli aggiuntivi sono fondamentali per garantire sicurezza epidemiologica e qualità scientifica. Per questo raccogliamo campioni biologici anche durante le fasi di acclimatazione, con particolare attenzione alla ricerca di zoonosi.»

Un ruolo cruciale è stato svolto dalla CITES (Convenzione sul Commercio Internazionale delle Specie di Fauna e Flora Selvatiche Minacciate di Estinzione), la quale disciplina il commercio di specie minacciate di estinzione per garantirne la sopravvivenza. In questa specifica occasione, il pieno rispetto delle rigorose procedure previste dalla normativa internazionale per gli spostamenti di animali vivi e la garanzia del loro benessere sono stati assicurati grazie al prezioso contributo fornito dal Reparto Operativo del Raggruppamento Carabinieri CITES e dal Nucleo CITES di Pescara, che hanno vigilato nelle varie fasi affinché l’operazione si svolgesse in totale conformità con la normativa.

La collaborazione diretta tra Carabinieri Forestali e Associazioni impegnate nella conservazione consente, tra le altre cose, di intervenire più rapidamente contro il bracconaggio e i reati in danno agli animali. La tempestività di intervento è infatti alla base di azioni investigative più efficaci, garantendo una protezione concreta alla fauna selvatica e, in ultimo, alla biodiversità globale.

 

 

.

Più di una specie: un paesaggio che riacquista funzionalità su larga scala

Il grifone non è solo uno degli uccelli più maestosi del cielo europeo. È una specie chiave: rimuove le carcasse naturalmente, ricicla i nutrienti, riduce i rischi sanitari per la fauna e per le persone che vivono nel paesaggio. Dove gli avvoltoi volano, gli ecosistemi funzionano meglio — e anche i sistemi pastorali ne traggono beneficio, con costi ridotti e maggiori garanzie igienico-sanitarie per gli allevatori. La presenza di questi animali apre inoltre nuove opportunità legate al turismo naturalistico.

Questo ripopolamento si inserisce nella strategia europea del “wildlife comeback” promossa da Rewilding Europe attraverso lo European Wildlife Comeback Fund, uno strumento che sostiene il ritorno delle specie chiave in tutta Europa come motore capace di riattivare i processi naturali che tengono in vita gli ecosistemi.

L’arrivo dei 25 grifoni, quindi,  racconta qualcosa di più di un singolo intervento di conservazione, è un pezzo di un quadro molto più grande. Racconta una natura che riprende spazio, che ricuce relazioni spezzate, che torna a fare ciò che sa fare da millenni. Un passo concreto verso paesaggi più connessi, vitali e capaci di autoregolarsi.

Seguiremo i grifoni da vicino nei prossimi mesi — fino al rilascio in autunno e oltre.

_______

Questa iniziativa è guidata da Rewilding Apennines ETS con il Reparto Carabinieri Biodiversità Castel di Sangro e il supporto dell’European Wildlife Comeback Fund di Rewilding Europe.