Rewilding Apennines tra le otto nuove iniziative europee selezionate dall’Endangered Landscapes & Seascapes Programme per guidare il ripristino ecologico su larga scala.

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In tutta Europa, alcuni dei paesaggi più preziosi dal punto di vista ecologico si preparano a una nuova stagione di rinascita.
L’Endangered Landscapes & Seascapes Programme, gestito dalla Cambridge Conservation Initiative e sostenuto da Arcadia, , ha avviato otto nuove iniziative di ripristino su larga scala, rafforzando un impegno di lungo periodo per il recupero degli ecosistemi terrestri e marini del continente.
Con questo nuovo ciclo di finanziamenti, il numero totale delle iniziative sostenute sale a 29, formando una rete in continua espansione unita da una visione condivisa: restituire spazio alla natura, riattivare i processi ecologici e rafforzare la resilienza dei paesaggi di fronte al cambiamento climatico.
Nel loro insieme, queste iniziative stanno contribuendo alla rigenerazione di 9,7 milioni di ettari di terre e mari — un’area paragonabile alla superficie del Portogallo — dimostrando che il ripristino ecologico su larga scala non è più un’ambizione lontana, ma una realtà in crescente affermazione.
È una trasformazione silenziosa ma profonda, che attraversa montagne, foreste, fiumi e coste, e che testimonia come sia possibile invertire decenni di frammentazione e degrado, restituendo funzionalità ecologica, vitalità e prospettive future ad alcuni dei paesaggi più straordinari d’Europa.
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AZIO
Ripristinare il cuore selvaggio d’Italia: l’impegno di Rewilding Apennines
Tra le nuove iniziative sostenute dal programma figura quella guidata da Rewilding Apennines: che, a partire da aprile 2026, consentirà di ampliare e consolidare il lavoro già avviato insieme a Rewilding Europe. L’obiettivo è rafforzare la funzionalità degli ecosistemi, ristabilire la continuità dei processi naturali su scala paesaggistica e favorire il ritorno e il consolidamento di specie chiave, contribuendo alla rigenerazione ecologica dell’Appennino centrale.
I benefici attesi non riguardano solo l’ambiente naturale, ma anche le comunità che abitano questi territori. Il progetto contribuirà a rafforzare modelli di convivenza tra persone e fauna selvatica e a sostenere nuove opportunità economiche legate a una natura più sana.
Ripristinare fiumi e zone umide: alleati naturali di fronte a un clima che cambia
Fiumi e zone umide sono tra gli ecosistemi più minacciati al mondo, ma anche tra i più ricchi di biodiversità e più efficaci nel regolare il ciclo dell’acqua, immagazzinare carbonio e ridurre gli effetti della siccità. Il loro ripristino è particolarmente urgente nella regione mediterranea, dove il rischio di siccità prolungata è in costante aumento.
Un’azione chiave del progetto sarà il rewetting su almeno 30 ettari. Il rewetting è un approccio innovativo che ripristina condizioni idrologiche naturali per riportare l’acqua nei suoi spazi originari con lo scopo di recuperare zone umide e crearne di nuove, ripristinando habitat essenziali per numerose specie, contribuendo alla stabilità degli ecosistemi e rafforzandone la capacità di rispondere al cambiamento climatico.
Parallelamente, Rewilding Apennines proseguirà il suo impegno per la continuità ecologica dei corsi d’acqua – già avviato con il supporto dell’Open Rivers Programme e di Rewilding Europe – attraverso la rimozione di barriere fluviali obsolete e il rafforzamento (restocking) delle popolazioni di specie chiave, come la Trota mediterranea e il Gambero di fiume autoctono. L’obiettivo è di recuperare le dinamiche idrologiche naturali, le interazioni predatore-preda e favorire la dispersione delle specie su almeno 30 km di fiumi.
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Rafforzare la connettività e la funzionalità degli habitat terrestri
Per rafforzare la connettività degli ecosistemi terrestri, questa iniziativa prevede la gestione di circa 1.300 ettari di foreste secondo i principi del rewilding e l’avvio di pratiche pilota di pascolo naturale su almeno 2000 ettari: azioni che contribuiscono a mantenere habitat diversificati e più resilienti.
Particolare attenzione sarà dedicata agli interventi a favore della vipera dell’Orsini (Vipera ursinii), specie simbolo delle praterie d’alta quota dell’Appennino centrale e oggi fortemente minacciata.
La possibilità per la fauna selvatica di muoversi liberamente è essenziale per la sopravvivenza delle specie e la salute degli ecosistemi. Per questo, il progetto prevede la rimozione di recinzioni obsolete e il rafforzamento dei corridoi ecologici, anche attraverso l’adeguamento di sottopassi e cavalcavia sulle strade. Riducendo i rischi, si aumenta la sicurezza per la fauna e per le persone e si contribuisce a ristabilire quella continuità ecologica essenziale per il funzionamento degli ecosistemi.
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Ricostruire le reti trofiche

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Le comunità al centro
